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La norma sulla prescrizione delle bollette ha subito un’importante modifica, stabilendo nuovi termini per il pagamento di vecchi consumi di luce, gas e acqua.

In conformità alla Legge di Bilancio 2018, infatti, gli operatori non potranno più richiedere la corresponsione per le bollette datate oltre i due anni, dovute a ritardi o a mancate letture dei consumi.

Questa manovra viene attuata anche nell’ottica di evitare ai contribuenti di vedersi recapitare maxi bollette o maxi-conguagli, ovvero ingenti somme per l’utilizzo dei servizi di energia che le aziende fornitrici e distributrici fatturano molto tempo dopo il loro reale utilizzo.
 

Nuova prescrizione delle bollette di luce, gas e acqua

 
La nuova prescrizione delle bollette di luce, gas e acqua riguarda in maniera trasversale sia le aziende che i privati.

La novità principale è la riduzione da cinque a due anni dei termini di pagamento dei consumi di vecchia data. Nella pratica, i casi in cui è prevista la prescrizione ridotta delle bollette riguardano:

1. Mancata lettura: l’operatore, per negligenza, non effettua  la lettura dei consumi nei periodi previsti.

2. Ritardi nella fatturazione: l’operatore, pur avendo già a disposizione le letture, emette una fattura a molti anni di distanza dalla data di consumo effettivo.

Si esclude, quindi, la situazione di insolvenza da parte dell’utente che decide liberamente di non adempiere agli obblighi di contratto per i servizi energia.

La richiesta di pagamento delle bollette insolute, nei casi previsti, non potrà più superare il consumo degli ultimi 2 anni, a meno che non siano già intercorse comunicazioni per il recupero del credito. In quel caso, il sollecito di pagamento interrompe il periodo di prescrizione, facendo ricominciare il conteggio.
 

Prescrizione delle bollette: decorrenza

 

La legge sulla prescrizione delle bollette presenta decorrenze diverse, a seconda dei consumi di energia elettrica, gas e acqua.

Nello specifico:

  • energia elettrica: dal 1 marzo 2018 è entrata in vigore la normativa che si applica alle fatture con scadenza successiva a tale data per clienti domestici e non domestici connessi a bassa tensione ;
  • gas: dal 1 gennaio 2019 verrà inserito il settore del gas, coinvolgendo tutte le categorie di utenza per le fatture dopo tale data;
  • acqua: dal 1 gennaio 2020 il settore idrico assume la prescrizione di due anni solo nei contratti di utenti domestici e micro imprese.

 
Per una chiara lettura delle tempistiche, il calcolo dei due anni parte dal momento in cui i venditori sono obbligati a emettere la fattura, ovvero entro 45 giorni dall’ultimo giorno fatturato.

prescrizione-bollette-ridotta

Prescrizione delle bollette: ridotta da 5 a 2 anni quella per l’energia elettrica


 

Prescrizione e conservazione delle bollette: cosa cambia

 
Da marzo 2018 la ridotta prescrizione delle bollette della luce permetterà di non ricevere più maxi-conguagli sui consumi che superino i due anni (per il gas e l’acqua, invece, fanno riferimento le date di entrata in vigore viste in precedenza).

Le modifiche di prescrizione non avranno, però, conseguenze su quanto tempo conservare le bollette. I termini di scadenza restano, dunque, invariati a:

  • 5 anni per le bollette di gas e acqua;
  • 10 anni per quelle dell’energia elettrica (a causa della presenza in bolletta del Canone Rai che ha scadenza più lunga).

 
Per evitare di incorrere in errori o ritardi di fatturazione, può risultare efficace inviare sempre la lettura dei dati nel periodo prestabilito dall’azienda fornitrice, così da tenere sotto controllo i consumi e comunicare tempestivamente eventuali difformità.

Per approfondire, scopri subito come fare l’autolettura di luce e gas.

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scritto da

Alessandro Lerin

Blogger e copywriter, trasformo in concetti concreti ciò che interessa agli utenti. Supporto inoltre piccole e medie imprese che vogliono mettere in evidenza i propri punti di forza.

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