Comprendere le voci in bolletta, e le dinamiche che ne determinano l’importo da corrispondere, ti permette di gestirle con meno apprensione, senza sorprese. Ecco perché è buona norma sapere che cosa sono gli scaglioni di energia elettrica e gas, e come incidono su alcune quote variabili se il consumo di luce e gas aumenta.

Come saprai, sia nella bolletta della luce che del gas sono presenti delle quote fisse e delle quote variabili. Mentre le prime sono disciplinate dall’ARERA, le quote variabili aumentano o diminuiscono a seconda dei consumi.

I costi per kWh (energia elettrica) e Smc (gas metano) aumentano mentre crescono i consumi, poiché sono relazionati agli scaglioni stabiliti dall’ARERA. O almeno così era fino al 2017. Con la riforma delle tariffe di rete, alcune cose sono cambiate.

Dunque, vediamo insieme quali sono questi scaglioni di consumo. Facciamo chiarezza, per evitare inutili sprechi e gestire al meglio il budget destinato alle tue bollette luce e gas.

 

Scaglioni energia elettrica: quali sono e cos’è cambiato con la riforma delle tariffe

 

La riforma delle tariffe di rete ha uniformato gli scaglioni di energia elettrica che rendevano progressivi gli importi fatturati. Gli scaglioni incidevano, soprattutto, sul calcolo di due voci in bolletta:

  • costi per il trasporto dell’energia elettrica e la gestione del contatore;
  • oneri di sistema.

 

Questo tipo di struttura progressiva era stata introdotta più di 40 anni fa, in un contesto sociale, economico e tecnologico diverso da quello attuale. In pratica, chi consumava di più pagava un prezzo maggiorato per compensare chi consumava di meno, a parità di costi per il servizio offerto. Un approccio che sfavoriva le famiglie numerose, o chi era costretto a utilizzare l’energia elettrica perché nella sua zona non era raggiunto dalle infrastrutture per il gas metano.

Dunque, fino al 2017, i consumi fatturati venivano ripartiti in scaglioni sulla base del consumo medio giornaliero. Ogni scaglione era compreso tra un livello minimo e uno massimo:

  1. da 0 a 1.800 kWh;
  2. da 1.801 a 2.640 kWh;
  3. da 2.641 a 4.440 kWh;
  4. oltre 4.441 kWh.

 

Facciamo un esempio: se consumavi in media 6 kWh al giorno, il consumo medio annuo era di 6 per 365, ovvero 2.190 kWh. Quindi, nella bolletta della luce venivano applicati i primi 2 scaglioni, ripartiti come segue:

  • 4,93 kWh nel 1° scaglione (1.800 kWh ripartiti su 365 giorni);
  • 1,07 kWh nel 2° scaglione (390 kWh ripartiti su 365 giorni).

 

In pratica, 1.800 kWh è il limite massimo del primo scaglione e 390 kWh è la parte di consumo annuo che rientra nel secondo scaglione. Ma oggi non è più così. Il prezzo unitario del kWh non aumenta al crescere dei consumi totali.

 

Quali sono gli scaglioni di consumo gas

 

Per quanto riguarda gli scaglioni di consumo nella bolletta del gas il discorso è diverso. Nel mercato tutelato la spesa per gli oneri di sistema, il trasporto e la gestione del contatore incidono sul costo per Smc di gas (standard metro cubo) in modo progressivo. Anche in questo caso, parliamo di oneri stabiliti dall’ARERA, che non variano da un fornitore all’altro.

Gli scaglioni di consumo gas nel mercato tutelato sono sei:

  1. 0 – 120 Smc;
  2. 121 – 480 Smc;
  3. 481 – 1.560 Smc;
  4. 1.560 – 5.000 Smc;
  5. 5.001 – 80.000 Smc;
  6. 80.001 – 200.000 Smc.

 

Il calcolo delle quote variabili nella bolletta del gas, in base agli scaglioni, è abbastanza semplice. Se il tuo consumo medio annuo è di 1000 Smc, al calcolo degli oneri di sistema, delle spese di trasporto e gestione del contatore verranno applicati i primi 3 scaglioni:

  • 120 Smc – tariffa del primo scaglione;
  • 360 Smc (480 meno 120) – tariffa del secondo scaglione;
  • 520 Smc – (1000 meno 480) – tariffa del terzo scaglione.

 

Se i tuoi consumi sono alti, un sistema progressivo non è certo favorevole. E non si stratta solo di migliorare le tue abitudini di consumo in questo caso, poiché le famiglie numerose useranno comunque più gas rispetto ad altre. Ecco perché potresti valutare il passaggio al mercato libero, dove le tariffe sono a consumo e non strutturate in scaglioni.

 

Com’è cambiata la bolletta elettrica con la riforma delle tariffe

 

Dal 2017, con l’introduzione della tariffa di distribuzione TD, in sostituzione delle tariffe D1, D2 e D3, i costi per kWh non sono più calcolati in base agli scaglioni di consumo.

Eliminare una struttura tariffaria progressiva, dove il prezzo unitario del kWh aumenta al crescere dei consumi totali, permette un calcolo più equo. Paghi esattamente il corrispettivo dovuto per il servizio utilizzato.

Tuttavia, se da un lato ha uniformato il costo per kWh, la riforma ha portato all’aumento delle quote fisse andando a incidere sulle 4 principali voci che compongono l’importo in bolletta:

  • spesa per il trasporto e la gestione del contatore – le condizioni economiche relative a questo importo sono uguali per tutti i fornitori. Oltre alla quota fissa, relativa al costo del punto di fornitura, comprende una quota potenza e una quota energia, variabili in base alla potenza installata e ai kWh consumati;
  • spesa per oneri di sistema – è un importo stabilito dall’ARERA e composto da diverse voci a copertura delle attività legate al sistema elettrico. Anche in questo caso, non dipende dal tuo fornitore e riguarda tutti i clienti domestici, residenti e non residenti;
  • imposte – comprende l’imposta di consumo (accisa) e l’imposta sul valore aggiunto (IVA);
  • spesa per la materia energia – è formata dagli importi per le diverse attività svolte per fornire l’energia elettrica. Comprende una quota fissa, espressa in euro/anno, per il punto di consegna attivo, anche in assenza di consumo e a prescindere dalla potenza impegnata. E una quota componente energia in euro/kWh, il cui prezzo può variare per fasce orarie, dunque a seconda del tipo di contratto sottoscritto.

 

Quest’ultima voce, spese per la materia energia, incide per circa il 50% sulla tua bolletta. La quota componente energia viene definita nella proposta commerciale stipulata con il tuo fornitore ed è l’unica voce dove le diverse proposte differiscono. Dunque, le tue abitudini di consumo sono sempre la bussola che orienta la scelta del fornitore ideale per te.

 

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Nonostante sia pressoché impossibile calcolare il costo effettivo per kWh, il costo medio unitario dell’energia elettrica è un parametro di riferimento utile per confrontare le diverse offerte.

Infatti, come hai visto, la spesa per la materia energia comprende una quota componente energia, che viene definita nella proposta commerciale stipulata con il tuo fornitore. Dunque, il costo medio unitario, seppur non effettivo, è utile per fare le dovute considerazioni e agire sui costi della bolletta luce per adattarli alle tue necessità.

Ma il costo per kWh non è un parametro che dovresti considerare in modo isolato. Esistono diverse opzioni, dalle offerte in base alle fasce orarie di consumo alle tariffe luce prezzo fisso, fino alle offerte tutto compreso. L’opzione scelta andrà a incidere sul totale in fattura. Ecco perché conoscere le proprie abitudini di consumo e comprendere come siano calcolati gli importi in bolletta è fondamentale per ridurre gli sprechi e contenere i costi.

 

Gruppo Sinergy è al tuo fianco ogni giorno, per consigliarti e aiutarti a gestire al meglio le tue utenze domestiche. Contattaci senza impegno, oppure scopri adesso le nostre offerte luce e gas dedicate alla tua casa.

scritto da

Alessandro Lerin

Blogger e copywriter, trasformo in concetti concreti ciò che interessa agli utenti. Supporto inoltre piccole e medie imprese che vogliono mettere in evidenza i propri punti di forza.

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