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Ambient computing, o intelligenza ambientale, è un termine quasi astratto, una condizione che descrive come il rapporto tra uomo e tecnologia si faccia sempre più stretto.

Se vuoi coglierne il significato concentrati sul termine “ambiente”. Ispira l’idea di un elemento sintonizzato su tutto ciò che ti circonda e predisposto per migliorarlo in ogni aspetto.

La tecnologia continua la sua inarrestabile e rapida evoluzione e il panorama dell’IoT si arricchisce di dispositivi più intelligenti, che raccolgono dati in continuazione. L’ambient computing è il tessuto che li unisce.

Immagina una casa che si prende cura di te, che si accorge quando la ciotola del cane è vuota e la riempie senza bisogno che tu dica nulla. Una casa che ti capisce. L’obiettivo è facilitare la tua vita quotidiana in modo naturale, senza che tu te ne accorga. Come? Attraverso una fusione di hardware, software e servizi, supportati da algoritmi AI e machine learning.

Quello che sembrava impossibile, solo pochi anni fa, è una realtà che ormai possiamo dare per scontata. Curioso di sapere fin dove la tecnologia si stia spingendo?

 

Cos’è l’ambient computing

 

L’idea dell’ambient computing è in circolazione già dal secolo scorso. Era il 1988, quando lo scienziato Mark Weiser descrisse il concetto di “ubiquitous computing”. Un futuro in cui le persone avrebbero interagito con i computer in ogni ambiente, privato e pubblico, in modo fluido. Quel futuro è oggi.

I computer sono sempre più intrecciati con il nostro ambiente e spesso non ne siamo neppure consapevoli. La tecnologia ci permette di raccogliere e analizzare il fattore chiave essenziale per ogni nostra decisione: i dati.

Possiamo utilizzare l’ambient computing per aiutarci a trasformare enormi volumi di dati in indicazioni utili e interpretabili per facilitare la nostra vita. A quale prezzo, non spetta a noi dirlo. Possiamo essere d’accordo, oppure no. Di certo, è un’opportunità che deve essere gestita con attenzione.

Sei davanti a una tecnologia invisibile, che sfrutta i dati per trarre indicazioni. Quando qualcosa non va come previsto, interviene interpretando il tuo pensiero. La puoi trovare incorporata negli oggetti ed è impercettibile a prima vista, ma capace di interagire con la tua presenza attraverso dei sensori, in qualsiasi momento.

Pensa ai modelli di orologi, come l’Apple Watch. Monitora il tuo battito cardiaco, e se rileva qualche anomalia, chiama i soccorsi. Prova a proiettarti in un futuro all’interno di ambienti domestici o di lavoro: la tecnologia sarà sempre più invisibile e presente, pronta a rispondere alle tue richieste e a interagire con le tue azioni.

A prescindere dalla tipologia di device o dal luogo in cui ti trovi, la tecnologia sembra essere destinata a diventare l’onnipresente compagna fidata dei nostri giorni. Capirà quando sarà il momento di consigliarti una vacanza e ti proporrà le mete che riterrà perfette per te, basandosi sui dati raccolti.

 

ambient computing

 

Come funziona l’intelligenza ambientale

 

Una tecnologia che c’è, ma non si vede. I device che oggi abbiamo così cari, come se non potessimo più vivere senza, finiranno per diffondersi e amalgamarsi con gli oggetti che ti circondano.

Si tratta di un sistema in grado di attivarsi con la tua voce, con la tua presenza o addirittura con la temperatura ambientale. Sei tu che decidi i parametri e li adatti alle tue necessità. Ogni dispositivo può essere interconnesso con altri device presenti in casa tua, per avere ogni cosa sotto controllo.

Dunque, un sistema personalizzato e intelligente di dispositivi che diventano sempre più invisibili e non ti abbandonano mai, memorizzando le tue abitudini.

Ormai da alcuni anni siamo abituati agli assistenti vocali, che si attivano con il suono della nostra voce. Parliamo di Amazon Echo, ad esempio, un dispositivo animato da Alexa, un’assistente personale che risiede sul cloud.

Questo altoparlante conosce ogni tua abitudine. Sa che alle 9 devi essere in ufficio. Quindi, poco prima della tua partenza comincerà a cercare informazioni sul traffico e, a seconda della posizione in cui ti trovi, ti indicherà la strada più veloce. Un vero assistente personale, che ti ricorderà tutti gli appuntamenti della giornata, i prodotti per la lista della spesa, la tua playlist di musica personale: serve un taxi?

Tutto questo è solo la punta dell’iceberg. I sensori, pronti a raccogliere dati, aumenteranno e saranno collocati ovunque. L’ambient computing li analizzerà, per trasformarli in informazioni dettagliate, mentre l’AI potrà anticipare le tue scelte e apprendere dai feedback delle tue azioni.

A questo punto però, sorge una spontanea riflessione: se i nuovi assistenti invisibili conosceranno davvero tutto di noi, a tal punto da immaginare le nostre richieste, cosa ne sarà della nostra privacy?

 

Ambient computing: vantaggio o pericolo?

 

Non lo si può negare. I nuovi dispositivi tecnologici possono migliorare la quotidianità di ognuno di noi. Ma, come sarà la tua vita quando l’ambient computing sarà pienamente realizzato?

Se vogliamo essere positivi, possiamo pensare che l’intelligenza ambientale metterà la tecnologia al servizio delle persone e del loro potenziale. Potrà anticipare i tuoi bisogni e affrontarli in modo proattivo. Si adatterà alle mutevoli condizioni che ti ritroverai ad affrontare, dandoti suggerimenti che potranno migliorare la tua vita.

Oggi guardiamo i nostri schermi grandi e piccoli, con un’attenzione quasi ossessiva. Un’abitudine che deteriora la qualità della nostra esperienza di vita quotidiana. Dunque, l’ambient computing potrebbe aiutarci a riportare l’attenzione verso noi stessi, a prendere buone decisioni e ad agire in modo più efficiente.

Tuttavia, il suo utilizzo pone dubbi dal punto di vista della privacy e della cyber security. Meraviglia e sorpresa spesso ci impediscono di sviluppare un pensiero critico e di valutare con giudizio le novità introdotte dalla tecnologia.

È probabile che, per sfruttare al meglio l’ambient intelligence, dovremo lavorare sulla nostra consapevolezza, per cogliere sempre il contesto in cui ci troviamo ed essere meno vulnerabili. La fusione tra mondo fisico e digitale è sul punto di non ritorno. Però, ricorda: non ascoltare solo Alexa, ma anche quello che ti dice il buon senso. Se ancora non hai approfondito l’uso di sistemi con assistente vocale integrato, scopri come funziona lo smart speaker Amazon Echo.

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scritto da

Alessandro Lerin

Blogger e copywriter, trasformo in concetti concreti ciò che interessa agli utenti. Supporto inoltre piccole e medie imprese che vogliono mettere in evidenza i propri punti di forza.

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